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Solo nel bosco.

Il silenzio occupa tutta la pagina, punteggiata da cinguettii lontani.

Certi ricordi scivolano tra i pensieri come i rivoli di neve assolati nel pendio della montagna.

D’improvviso nella nebbia, la maestosità di un faggio.

Mi chiama, mi avvicino.

Con timidezza e lieve imbarazzo lo abbraccio, lo sento, mantengo un contatto.

Ma mi sento respinto e l’imbarazzo aumenta.

Allora lo lascio, lo osservo rispettoso dal basso verso l’alto e gli piscio su un piede.

Continuo solo nel bosco, mentre la tracotanza dell’inverno morente mi spolvera di bianco.